Fonti di finanziamento
In Italia le politiche regionali di coesione sono finanziate sia da fondi europei, ai quali è associato un co-finanziamento nazionale, sia da fondi nazionali. Sono attuate da amministrazioni centrali di settore e da amministrazioni regionali con il coordinamento centrale.
Le politiche regionali di coesione agiscono, pur con differenza d’intensità, in tutto il Paese.
Complessivamente, le risorse finanziarie attualmente disponibili per il ciclo di programmazione 2007-2013 ammontano a circa 100 miliardi di euro, composte da diversi fondi, come indicato nella tabella.
Risorse finanziarie disponibili 2007-2013 ( dato di luglio 2012 )
| Fondi europei (FS 2007-2013) (*) | |
|---|---|
| Cofinanziamento nazionale ai programmi operativi dei Fondi strutturali | 26.927,7 mil. euro |
| Fondi strutturali UE (POR, PON, POIN) | 27.965,0 mil. euro |
| Fondi nazionali (FSC 2007-2013) (**) | |
| Delibere CIPE o ex lege, a singoli progetti speciali | 17.386,8 mil. euro |
| PAR delle Regioni del Centro-Nord (eccetto il Lazio), Abruzzo e Molise e alcuni utilizzi disposti con ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (OPCM) o ex lege | 6.432,5 mil. euro |
| Delibere CIPE settoriali | 10.178,9 mil. euro |
| Obiettivi di servizio Mezzogiorno | 1.044,0 mil. euro |
| Disponibilita da programmare | 4.345,3 mil. euro |
| Piano di Azione per la Coesione (PAC) (***) | |
| Interventi del PAC con programmazione propria | 5006,3 mil. euro |
| TOTALE (****) | 99.286,6 mil. euro |
Nota
- (*) Stime in attesa della riprogrammazione dei Programmi operativi regionali
- (**) Esclude risorse ex FAS destinate alla copertura del debito sanitario di alcune regioni e al Fondo occupazione (2500 mln); include circa 412 mln della programmazione 2000-2006
- (***) Non include interventi PAC da attuare nell'ambito della riprogrammazione delle priorità dei Programmi operativi dei fondi strutturali
- (****) Il ciclo di programmazione cui sono destinati i fondi europei e per associazione quelli nazionali è di 7 anni (più due consentiti per il completamento della spesa)
Il governo dei fondi europei coinvolge il livello europeo, quello nazionale e quello regionale.
Il Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione economica (DPS) provvede al costante monitoraggio della spesa dei fondi prevista dai piani operativi, nazionali e regionali, e periodicamente interviene per definanziare interventi con criticità di attuazione, o che risultano obsoleti dato il cambiamento del contesto economico e sociale, o che si rivelano inefficaci sulla base di valutazioni oggettive.
La riprogrammazione della spesa, in termini di riqualificazione e accelerazione, viene effettuata in collaborazione con le Regioni e i Ministeri responsabili dei Piani operativi volta per volta coinvolti e in coordinamento con la Commissione Europea. Nel 2011 è stato varato Il Piano di Azione per la Coesione: un impegno a spendere meglio e più rapidamente i fondi comunitari e il relativo co-finanziamento nazionale.
La politica di coesione europea stabilisce linee-guida che nel nostro Paese sono raccolte in un Quadro strategico nazionale, ovvero una proposta organica per la politica regionale di sviluppo sintetizzata in un documento di riferimento che definisce le priorità strategiche nell’impiego dei fondi Ue nell’arco temporale del ciclo di programmazione 2007-2013.
Gli strumenti finanziari europei disponibili in Italia, con diversa intensità secondo i territori, sono il Fondo europeo per lo sviluppo (FESR) e Il Fondo sociale europeo (FSE).
Il Fondo europeo per lo sviluppo sostiene programmi in materia di sviluppo regionale, di potenziamento della competitività, di investimenti nella ricerca e nello sviluppo sostenibile.
Il Fondo sociale europeo è invece modellato sulla strategia europea per l’occupazione e si concentra sull’inclusione sociale e su un accesso al mercato del lavoro che sia privo di discriminazioni di genere.
I programmi possono essere attuati su scala nazionale, regionale o interregionale. Quando sono di livello nazionale si chiamano PON, programmi operativi nazionali, e in questo caso l’Autorità di gestione (cioè l’amministrazione incaricata di gestire i fondi assegnati al programma) è un’amministrazione centrale nazionale. Quando sono di livello regionale, i programmi sono denominati POR (programmi operativi regionali) e l’Autorità di gestione è affidata alle Regioni.
Nel caso in cui i programmi coinvolgano più Regioni, il loro acronimo diventa POIN, programmi operativi inter-regionali. Si sceglie il livello inter-regionale, piuttosto che quello regionale, quando lo scopo è quello di agire su economie di scala o di scopo. La gestione dei POIN è congiunta: viene affidata alle Regioni con la partecipazione di centri di competenza nazionale o di amministrazioni centrali.
Sul sito del DPS sono disponibili i riferimenti a tutti i programmi operativi.
Area Convergenza
Regioni in ritardo di sviluppo ossia con un PIL (prodotto interno lordo) pro capite inferiore al 75% della media comunitaria. In queste aree i progetti sono volti a promuovere condizioni che favoriscano la crescita e fattori che portino a una convergenza reale per gli Stati membri e le regioni meno sviluppati. In Italia: le Regioni Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; e Basilicata in fase di sostegno transitorio. Le fonti di finanziamento disponibili sono il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo.
Area Competitività
In Italia: tutte le Regioni del Centro-Nord, più Abruzzo, Molise e Sardegna. In queste aree i progetti sono volti alla competitività e all’attrattività, prevalentemente attraverso investimenti in ricerca e per lo sviluppo sostenibile, nonché all’occupazione a livello regionale. Le fonti di finanziamento disponibili sono il Fondo europeo di sviluppo regionale e il Fondo sociale europeo
Il senso della politica nazionale della coesione territoriale è fissato nell’articolo 119 della Carta costituzionale, che recita: “Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni”. Per dare attuazione al dettato costituzionale lo strumento-principe è il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) che sostituisce il precedente Fondo per le aree sottoutilizzate (FAS).
Il Fondo è volto a garantire unità programmatica e finanziaria all’insieme degli interventi aggiuntivi a finanziamento nazionale, rivolti al riequilibrio economico e sociale tra le diverse aree del Paese. Il fondo si articola in un arco temporale di sette anni, coincidente con la programmazione dei fondi strutturali dell’Unione europea per garantire l’unitarietà e la complementarietà delle procedure di attivazione delle relative risorse con quelle previste per i fondi strutturali dell’UE.
Il Fondo per lo sviluppo e la coesione è disciplinato e descritto nel documento di indirizzo strategico deliberato dal CIPE su proposta del Ministro per la Coesione territoriale, d’intesa con i Ministri dell’economia e della finanza e dello sviluppo economico, una volta sentiti gli altri Ministri interessati. Gli interventi da finanziare sono proposti per l’approvazione al CIPE, sempre d’intesa con i Ministri con competenza sull’economia, nonché con le amministrazioni comunali, regionali o provinciali, sempre in coerenza con il documento di indirizzo.
Le risorse del FAS-FSC sono destinate all’attuazione della programmazione unitaria 2007-2013 attraverso diverse modalità attuative:
- programmi attuativi regionali (PAR)
- interventi su infrastrutture da realizzare tramite intese istituzionali
Specifiche risorse sono inoltre riservate al meccanismo premiale e al sostegno tecnico dell’iniziativa degli Obiettivi di servizio per il Mezzogiorno prevista dal QSN 2007-2013.
Tra il 2008 e 2009 il FSC è stato utilizzato anche per alimentare tre Fondi nazionali per interventi su Infrastrutture, Sostegno all’occupazione e Sostegno alla competitività del Paese, non previsti nella programmazione originaria tra gli strumenti di attuazione nel QSN 2007-2011. Il CIPE ha recentemente approvato una serie di delibere a sostegno della programmazione nazionale e regionale del FSC, confermando l’impegno preso dal Governo Monti con gli Enti locali e restituendo certezza sul finanziamento effettivo di larga parte delle opere che avevano sofferto dei tagli al Fondo apportati con le manovre finanziarie dell’estate 2011.
Per effetto delle ultime delibere il Fondo è tornato a svolgere un ruolo molto importante per il finanziamento di interventi infrastrutturali, per la messa in sicurezza di edifici scolastici, per l’attività di contrasto al rischio di dissesto idro-geologico e per interventi a favore delle imprese.
Risorse del Fondo Sviluppo e Coesione assegnate tramite delibere CIPE a interventi individuati su opencoesione
| Delibera CIPE | Oggetto | Fondi assegnati |
|---|---|---|
| 82/2009 | None | None |
| 44/2012 | None | None |
| 79/2009 | None | None |
| 38/2012 | None | None |
| 39/2012 | None | None |
| 6/2012 | None | None |
| 32/2010 | None | None |
| 67/2010 | None | None |
| 34/2012 | None | None |
| 78/2011 | None | None |
| 7/2012 | None | None |
| 8/2012 | None | None |
| 62/2011 | None | None |
| 60/2012 | None | None |
| 87/2012 | None | None |
| 81/2012 | None | None |
| 88/2012 | None | None |
| 90/2012 | None | None |
| 91/2012 | None | None |
| 92/2012 | None | None |
| 93/2012 | None | None |
| 94/2012 | None | None |
| 95/2012 | None | None |
| 89/2012 | None | None |
| 111/2012 | None | None |
| TOTALE COMPLESSIVO | None | |
L’attuale realizzazione di interventi della politica territoriale di coesione non riguarda solo quanto definito per il ciclo 2007-2013, bensì anche la continuazione d’interventi definiti e l’impiego di risorse assegnate precedentemente.
In particolare, è ancora in corso di attuazione una parte di interventi a valere sulle risorse del fondo aree sottoutilizzate (FAS) assegnato a amministrazioni centrali e regionali prima del 2007 e di interventi a valere su risorse relative al ciclo di programmazione comunitaria 2000-2006 formalmente conclusosi nel 2009.
In quest’ultimo caso si tratta di risorse, oggi totalmente nazionali, che sono state riconosciute come disponibili alla chiusura dei programmi comunitari che hanno incluso contabilmente anche progetti il cui finanziamento era avvenuto su fonti finanziarie diverse e che hanno quindi ‘liberato’ fondi per nuovi progetti, in larga parte già individuati negli ultimi anni e quindi in corso di attuazione.
